Pordenone, lì martedi 26 settembre 2017
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   12/01/2013    ore 09:15   Sala conferenze ex Convento San Francesco - Pordenone

   Università della politica
   Il futuro della libertà
   L’impegno civile del cristiano nel pensiero del Cardinale Carlo Maria Martini


   Gabriele Pastrello, Ovidio Poletto, Silvano Scarpat

   La formazione del Cardinal Martini si sviluppa nel difficile e rigoroso percorso dell'esegesi biblica.
   La severità degli studi e nell'insegnamento si trasferiscono nelle scelte altrettanto rigorose della
   propria vita personale , nell'impegno pastorale, nelle proposte di vita rivolte ai cristiani della
   Sua Diocesi e di tutta la comunità credente e non credente. La sua formazione lo induce a fuggire
   da ogni superficialità, da ogni populismo, ma nello stesso tempo, lo orienta alla problematicità
   tipica della ricerca, all'attenzione ai segnali che il contesto della comunità mandava con l'evolversi
   dei tempi e delle situazioni.

   Proprio nell'esame dei testi originali dei più antichi documenti biblici e nei documenti della Chiesa
   delle origini, Martini trova il fondamento per porre in discussione alcuni orientamenti e consuetudini
   cristallizzatesi nell'ambito della Chiesa, divenute nel tempo apparentemente assolute mentre di fatto
   costituiscono scelte fatte dalla struttura ecclesiale in determinati contesti storici.
   Dopo la conclusione del Suo impegno "istituzionale" nell'ambito della Diocesi di Milano quale
   Arcivescovo, si sentì ancor più "libero" nello stimolare all'interno della chiesa l'apertura d'un
   serio dibattito su alcune questioni cruciali come il celibato del clero, l'atteggiamento nei confronti
   dei divorziati, il dialogo interreligioso e verso i non credenti tutti temi sui quali agisce e si
   pone con assoluta disponibilità a cogliere le motivazioni radicali dell'impegno etico rispetto ai
   precetti di comportamenti esteriori. Altrettanto coraggioso e radicale divenne il Suo messaggio
   alla società civile, chiedendo il privilegio per i poveri, gli emarginati, ed un maggior rigore
   morale sia nei comportamenti dei singoli uomini politici sia nelle scelte che non potevano diventare
   "giuste" solo per il consenso ottenuto, ma per un intrinseco rispetto dei criteri etici su cui
   deve basarsi la civile convivenza.

   Il Vescovo Emerito della Diocesi di Concordia Pordenone Mons. Ovidio Poletto, dopo gli anni del
   Suo impegno pastorale, continua il Suo magistero anche Lui con più serena libertà nell'esprimere
   opinioni profondamente sentite, nell'evidenziare la radicalità delle domande e cdelle proposte
   del messaggio evangelico; in sintonia con il messaggio di Carlo Maria Martini, insiste sui temi
   del primato degli ultimi, della insopprimibile denuncia di ogni guerra, di ogni sopraffazione,
   nella costruzione concreta di sentieri di pace.