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   19/12/2015    sabato 19 dicembre 2015 - ore 9:15

   Sala convegni ex Convento di san Francesco - Pordenone

   Laicità dello stato, tolleranza religiosa, libertà e felicità
   dell'individuo a partire dal pensiero di Benedetto Spinoza

   Università della Politica - RELIGIONE e STATO

   2ª lezione dell'Anno accademico 2015/2016

   Relazioni del professor Giovanni Polizzi, già docente di filosofia al Liceo classico
   Leopardi Majorana e della professoressa Ermelinda Placi, docente all'Istituto Matiussi
   di Pordenone, con dottorato in filosofia.


   Il contributo di Baruch Spinoza al concetto di Stato non fondato sulla religione


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   I temi della Laicità dello Stato, del rispetto dei diritti fondamentali dell'individuo e, soprattutto,
   della sua libertà; il ruolo dello Stato nel favorire la ricerca della felicità e nel costruire un clima
   di tolleranza religiosa promuovendo il rispetto per i valori etici fondamentali, partendo dal pensiero
   di Benedetto Spinoza (1632-1677) e quindi discutendo sulla situazione attuale in Italia ed in Europa
   anche alla luce dei recenti drammatici eventi di terrorismo, saranno proposti nel corso del secondo
   incontro del ciclo "Università della Politica 2015 - 2016" indetto dall'Associazione
   Culturale "Norberto Bobbio".


   ... vedi le foto dell'evento [ link ]


   Il professor Giovanni Polizzi presenterà la figura di Spinoza nel contesto di un'Europa del
   Seicento lacerata da guerre di religione e da odi teologici. Il filosofo riflette sulla costruzione
   di un patto politico, di un contratto sociale, che possa garantire a tutti i cittadini condizioni di
   vita più sicure ed anche più felici. Ad affrontare questo tema, si sono dedicati molti filosofi
   moderni, da Hobbes a Locke a Rousseau; è però importante rilevare che Spinoza, prima e
   diversamente dagli altri, abbia individuato nella democrazia il patto politico più idoneo a sviluppare
   le qualità migliori dell'uomo e, contemporaneamente, a contenere gli effetti negativi di quelle meno
   buone. Egli esprime la convinzione che c'è nella natura umana - includendo dunque quelle
   "moltitudini" ritenute spesso prive di razionalità e perciò da governare con metodi coercitivi
   - un'attitudine alla socialità e alla ragionevolezza che certo va coltivata perché possa dare
   buoni frutti.

   Ancora più interessante è la sua articolatissima riflessione sulla religione e sull'inevitabile
   rapporto che essa ha con la politica. Nel momento in cui torniamo a chiederci se la religione sia
   una risorsa o un problema per la democrazia, il modo in cui Spinoza esamina alcuni concetti come
   quelli di libertà, di tolleranza religiosa, e infine lo stesso concetto di laicità dello Stato, può
   aiutarci ad affrontare meglio i problemi che una società sempre più multiculturale e multireligiosa
   presenta.

   La professoressa Ermelinda Placi illustrerà la figura di Spinoza ed i momenti essenziali della
   sua vita: figlio di ebrei "marrani" (fuggiti perché cacciati dal Portogallo) cerca di integrarsi
   con la comunità ebrea di Amsterdam, ma ne è espulso con una scomunica perché aveva osato
   dare una interpretazione libera e razionale della Bibbia. Malato e costretto a lavorare (intagliare e
   limare lenti) per poter vivere, rifiutando promesse di compensi e pensioni pur di conservare
   la libertàdella sua ricer ca e del suo pensiero, dedica la vita alla ricerca su "Dio, l'uomo
   e la sua felicità
" affidandosi ad un rigoroso esercizio della ragione, ad una costante attenzione
   per eliminare o comunque regolare e comprendere l'influenza della passionalità, dell'emotività

   irrazionale. Spinoza insomma non solo con il suo pensiero ma anche e soprattutto con l'esempio
   delle sue scelte di vita rappresenta un modello con cui confrontarsi ancora oggi, da proporre
   all'attenzione di tutti ed in particolare dei giovani.


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