Pordenone, lì domenica 24 settembre 2017 - 10:41
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   Il FUTURO di Pordenone
   Contribuisci al dibattito con il tuo intervento
   Modalità di partecipazione




   L'Associazione Norberto Bobbio ha lanciato una discussione pubblica sul futuro di Pordenone con
   il convegno del 3 febbraio 2012: PENSIERI LUNGHI PER PORDENONE.Centralità della periferia e
   nuove direttrici di sviluppo. Avviare una discussione trasparente e partecipata sulle scelte
   urbanistiche di Pordenone e della conurbazione alla vigilia del nuovo piano regolatore
   generale del comune capoluogo.

   Il convegno è stato un appuntamento di successo per la folta partecipazione e per
   i contributi all'approfondimento.

   Chi desidera contribuire al dibattito lo può fare proponendo all'Associazione Norberto Bobbio
   un intervento della lunghezza massima di 1.500 battute spazi inclusi. L'Associazione si riserva
   la facoltà di pubblicare l'intervento su questa pagina web. L'intervento pubblicato recherà
   l'indicazione dell'autore che lo ha proposto.

   L'intervento va inviato al vicepresidente dell'Associazione Vincenzo Marigliano:

   vincenzo.marigliano@associazionebobbio.it

   Gli interventi saranno presi in considerazione al fine della pubblicazione purchè
   discutano gli argomenti indicati nella traccia pubblicata qui di seguito e che ha
   rappresentato anche il riferimento della discussione del 3 febbraio 2012.



   18/09/2012 - autore: Maria Alberta Manzon

   Centralità della periferia e nuove direttrici di sviluppo

       Appare ormai molto chiaro a molti come il nuovo PRG di Pordenone non possa essere risolto
       con previsioni esclusivamente urbanistiche e relative al solo territorio comunale, né tanto
       meno che la massima attenzione vada prestata alle aree collocate all’interno dell’anello
       circolatorio, come invece talvolta si tende a fare, soprattutto nella collocazione di servizi.
       Non solo questo perché molti servizi sono servizi del territorio, e vanno quindi visti sotto
       un triplice profilo: di accessibilità anche dal territorio, degli effetti che le provenienze
       dal territorio generano nelle aree urbane e dalle relazioni/esigenze di correlazione con altri
       servizi, in modo tale da assicurare loro il massimo di efficienza. Da tempo oramai Pordenone
       si configura come una città unica, anche se articolata nelle Autonomie amministrative di
       Cordenons, Porcia e Pordenone; queste Autonomie comunali si possono per alcuni versi
       specializzare, in relazione alle caratteristiche geografiche e storico-insediative,
       conformando però una visione unitaria di sistema ......... leggi tutto




   10/09/2012 - autore: Velia Cassan

   Progettare la città: come?

       Nello scenario urbano che si e' venuto a creare dalla seconda meta' del XX secolo
       espressioni quali "la noncittà", la "città disfatta" (Sernini, 1988), lo "spreco
       urbano" (Bevivino, 1991) ricorrono di frequente nel dibattito architettonico-urbanistico.
       Per lo più si parla di "nuovi modi dell'abitare", di "città diffusa", di "irreversibile fine
       della città tradizionale". Questa innegabile disfatta sembra coincidere con la nascita e
       l'affermazione dell'urbanistica razionalista, la scienza del controllo e del progetto del territorio
       urbano. Forse l'errore sta proprio in questo, nell'aver voluto razionalizzare (e perciò ricorrendo
       a delle semplificazioni elementari) un fenomeno estremamente complesso, a più dimensioni,
       quale è la costruzione della città. "L'individuazione delle funzioni fatta dagli
       urbanisti architetti del moderno è parziale, astratta, schematica, troppo semplice, e la
       sua meccanica trasposizione su parti monofunzionali di territorio arbitraria e nociva".
       (Sernini, 1988 p.262)......... leggi tutto




   05/09/2012 - autore: Alberto Marchiori

   Centralità della periferia e nuove direttrici di sviluppo

       Ripensare la città e cogliere l'esigenza della sua riqualificazione anche come opportunità per
       avviaresoluzioni che contrastino la crisi, in generale, e quella del centro della nostra città,
       in particolare.Mi sento di condividere le valutazioni espresse dal dott. Ragogna nella sua
       relazione introduttiva e che suggeriscono di attivare tutte le risorse disponibili per avviare
       un percorso di pianificazione virtuoso.
       Le opere di riqualificazione energetica e quelle di ristrutturazione edilizia che comportano
       importanti detrazioni fiscali, anche se articolate in dieci anni, possono essere un buon motore
       per avviare un risanamento del patrimonio edilizio che risente dell'usura del tempo e di modalità
       costruttive di momenti storici in cui i costi di gestione erano poco valutati perché molto
       inferiori a quelli attuali. Si tratta di un patrimonio collocato ormai per lo più nelle zone centrali
       e che richiede (valutazione che viene spontanea oggi che metto per iscritto le considerazioni
       emerse il 22 febbraio 2012 durante il Dibattito pubblico organizzato dall'Associazione Norberto
       Bobbio inmerito al PRG di Pordenone), per l'epoca della sua costruzione, di essere anche
       consolidato strutturalmente in funzione della sicurezza sismica........ leggi tutto




   05/09/2012 - autore: Walter Lorenzon

   Sopravvivere alla crisi e contribuire allo sviluppo: il ruolo delle costruzioni
   nel prossimo futuro


       Il settore delle costruzioni è, per definizione, un comparto ad elevata intensità
       di manodopera e rappresenta, storicamente, un rilevante bacino occupazionale, le cui
       dimensioni assumono ancora maggior rilievo se, anziché limitarsi a considerare
       esclusivamente l'edilizia, si abbraccia l'intera filiera. Nel solo Friuli Venezia Giulia,
       gli addetti del settore sono 44.000 considerando anche i professionisti e oltre 140.000
       comprendendo l'intera filiera dell'abitare. Il vero significato di questi numeri emerge
       dal confronto con il dato relativo alla popolazione regionale: ogni 10 abitanti ve n'è
       uno coinvolto direttamente nell'edilizia o, indirettamente, nel mondo che vi ruota attorno.
       In termini ancora diversi, statisticamente si può dire che ogni abitante di questa regione
       ha tra i propri famigliari o conoscenti più stretti qualcuno che vive in questa realtà.
       Già questi pochi numeri aiutano a capire come la crisi che sta colpendo tutta l'economia
       assume nel caso delle costruzioni un carattere sistemico, con pesantissimi riflessi sul
       territorio e la società nel suo insieme. Secondo i dati rilevati dalle Casse Edili della
       regione, dal 2008 ad oggi il Friuli Venezia Giulia ha perso ......... leggi tutto